medsharks04_00.JPG (49232 byte) Abbiamo avuto l'onore e la fortuna di assistere (e filmare!) la nascita di uno squaletto!  Si è trattato di un vero e proprio parto perché le mamme di questa specie di squalo fanno crescere i piccoli all'interno del loro corpo avvolti nella placenta, nutrendoli attraverso il cordone ombelicale, proprio come fanno i mammiferi. Simona ci spiega come:
medsharks04_00b.jpg (47650 byte) "Esistono più di 400 specie diverse di squali al mondo che hanno scelto 3 modi per far nascere i piccoli. Il primo gruppo, OVIPARI, depone le uova direttamente in mare, come il gattuccio. Nel secondo gruppo, VIVIPARI APLACENTATI, gli embrioni si sviluppano all'interno della madre traendo nutrimento dal sacco vitellino fino a quando non sono pronti per nascere. E' in questi casi che l'embrione che si sviluppa per primo può mangiare i "fratellini" tardivi. Si è visto infatti, grazie all'utilizzo di un particolare microscopio elettronico, che un embrione di squalo volpe avevi i denti già completamente formati e pronti da usare.
Nel terzo gruppo, VIVIPARI PLACENTATI, gli embrioni traggono il nutrimento per crescere proprio dalla madre attraverso la placenta, come nel caso dei nostri squaletti. La placenta non è l'unica scelta evolutiva simile che hanno fatto parallelamente e indipendentemente alcuni squali e i mammiferi: entrambi raggiungono la maturità sessuale in età avanzata (intorno ai 12 anni per i nostri squali), un numero ridotto di piccoli e tempi di gestazione molto lunghi, per il plumbeus dai 9 ai 12 mesi."
medsharks04_00a.JPG (41333 byte) Abbiamo poi trovato altri due neonati, purtroppo senza vita, ancora avvolti dalla placenta. Aver trovato questi piccoli e conservato la placenta anche del neonato che ce l'ha fatta ci mette nelle condizioni ora di poter eseguire l'analisi del DNA di questi animali. Ci vorrebbero molti altri campioni per poter dare un nome e cognome genetico a questi squali, capire se vengono da tutte le parti del Mediterraneo o solo dalle acque limitrofe o invece dall'Atlantico. Di loro non si sa nulla, l'analisi genetica di questi animali in Mediterraneo non è mai stata fatta, ma questo è certamente un buon punto di partenza.  
Simona ha provveduto a una iniziale e sommaria "autopsia" per prelevare il cervello per una professoressa dell'Università di Bologna che studia proprio i cervelli degli squali. 
wpe72.jpg (12302 byte) I piccoli sono poi stati messi sotto alcol e preparati per il viaggio in Italia.